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uqbar [ fummo sempre fedeli alle cause perse ]
 


Godfather

 La verità

è la peggiore interpretazione

possibile di un fatto



5 aprile 2013


La setta (e un vaffanculo)

Capisco la pressione dei media, capisco la voglia di essere diversi, ma fino a un certo punto. La scena di cento e passa parlamentari della Repubblica che salgono su un torpedone turistico per andare a riunirsi in una località segreta è ributtante, oltre che inquietante. La democrazia è forma, non solo sostanza. La segretezza è roba da setta, da massoni, se non da regime totalitario e non si addice a un partito o movimento diventato il secondo d'Italia. In questo senso, Grillo conferma di essere un fascista. Doloroso dirlo perché il voto ai Cinquestelle è stata l'unica rivoluzione degli ultimi venti anni.
A tale Manlio Di Stefano, ahimé deputato del M5S, mando un sonoro vaffanculo. Questo inutile idiota non solo sale sul bus e va dal comico e dal guru, ma ha espresso compassione per i giornalisti costretti a inseguirli, "umiliando la loro professionalità e svalutando un mestiere nobile". Ma vaffanculo.

Ps. Le gite segrete, con la destinazione conosciuta solo dall'autista, sono anche una specialità della mafia e dei caporali che deportano uomini e donne nei campi o nelle aziende.




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18 novembre 2012


Senti chi parla/3 (dove va la P4)

Ero agli Studios a sentire il nuovo Pifferaio magico che adesso grida al "merito" contro la corruzione. Il "giovane" Montezemolo, appena 65 anni, non è stato mai estraneo al sistema marcio di questo Paese, come non lo era Silvio Berlusconi vent'anni fa, eppure ha raccolta migliaia di persone ignare e fiduciose, cuori borghesi e moderati che invocano Monti come un santo. Quando sul "Riformista" ho cominciato a raccontare la guerra della "Ditta" alla corte del Cavaliere (Letta e Bisignani da un lato, Tremonti e Milanese dall'altro, cioè la storia di quella che poi sarà definita dai magistrati come la nuova P4), Montezemolo faceva parte del clan in quel momento perdente tra i poteri forti. Come dimostrò il cambio della guardia al "Corriere della Sera" poco dopo la terza vittoria del Caimano: via Mieli (Montezemolo) dentro Ferruccio de Bortoli (Geronzi, Letta e Bisignani).

I poteri forti, però, tra loro si confondono e aiutano sempre. Montezemolo, l'uomo del flop di Italia '90 (quanti soldi sprecati in opere incompiute e costose e inutili) e delle tangenti agli imprenditori per far incontrare l'Avvocato (per questo Romiti lo cacciò dalla Fiat), chiamava la P4 per segnalare, raccomandare e chiedere favori. Altro che "merito". Le sue telefonate con Bisignani sono lì, agli atti dell'inchiesta di Napoli. Un figlio del faccendiere pregiudicato, già piduista, è stato pure assunto alla Ferrari, si chiama Renato Bisignani.

Ieri ho sentito gridare Montezemolo contro vent'anni di berlusconismo e contro il gattopardismo. Ma la Terza Repubblica che lui vuole è lo sdoganamento di questo sistema marcio dopo la fine del berlusconismo. Gli italiani sono liberi di crederci. La tentazione di morire andreottiani è il vero male di questo Paese.




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9 novembre 2012


Senti chi parla/2 (dove va la P4)

La vecchia P4 (comprese le amanti di Bisignani) si sta riposizionando per la Terza Repubblica. Oggi c'è un'intervista a Mariastella Gelmini su Sette, il settimanale del Corsera. La Gelmini fu amante di Bisignani, il faccendiere pregiudicato longa manus di Gianni Letta, dopo Daniela Santanché. Oggi si barcamena tra il montismo di Alfano, per riciclarsi come democristiana del futuro, e la fedeltà a Berlusconi. Questioni di seggi e di sicurezze per il futuro. Dunque tra Passera e Montezemolo, entrambi conoscitori della rete della P4, la Gelmini sceglie il presidente della Ferrari. Guarda caso, lo stesso Bisignani un paio di settimane fa è stato visto in un noto studio legale di Roma, laddove si tengono le riunioni di Italia Futura.




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30 settembre 2012


Senti chi parla (anzi telefona)

Stefania Prestigiacomo, l'altezzosa siciliana che piangeva nel consiglio dei ministri, ci fa sapere per l'ennesima volta che vuole lasciare il Pdl. Lei pretende un seggio sicuro, ma i concorrenti sono tanti e lei è un po' fuori stagione rispetto alle altre. Comica e incoerente la motivazione: "Nel Pdl c'è solo una guerra tra piccoli gruppi di potere". Senti chi parla. Lei, come la Gelmini, era in costante contatto telefonico con il faccendiere pregiudicato della P4, l'orrido Bisignani. Alcuni brani: "Se escono le nostre intercettazioni, sono rovinata". Roba forte, forse hard. Ancora: "Berlusconi non è intelligente". Evidentemente, l'allora ministra e il faccendiere facevano volontoriato per gli orfanelli, non guerra tra bande.

La verità è l'ultima, tragica, grottesca fase del berlusconismo (da Scilipoti allo spread) è ancora tutta da scrivere. Alla corte del Nano i complotti e le trame erano quotidiani (ricordate l'editoriale di Galli della Loggia sul Corriere della Sera sul "fantasma di un partito" prima messo e poi tolto?).




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17 settembre 2012


La Pravda del Nano

Silvio Berlusconi, tra dodici giorni, farà 76 anni e si prepara alla sua sesta discesa in campo. Il lancio della sua candidatura in crociera è stato gestito in modo sovietico o coreano, insomma da Caro Leader, dal suo quotidiano di famiglia, il Giornale di Sallustovic. In due giorni pagine e pagine di apologia staliniana del Nano Papi della Patria. L'omissione, o censura, più divertente riguarda la fidanzata napoletana del Caimano: Francesca Pascale, 27 anni, ex consigliere provinciale soprannominata "la Minetti della Campania". Tutti i giornali hanno pubblicato foto lagunari (il Cavaliere si è imbarcato a Venezia) della Pascale tranne il Giornale. Perché il Popolo (bue) della libertà non deve essere informato che il Sultano ha messo la testa a posto e si è fidanzato? Qualcuno è geloso?




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3 febbraio 2012


Coincidenze da neve

Stamattina sono andato sulla Cassia a casa di Nino D'Angelo, per un'intervista. Alla fine, dopo mezzogiorno, mi sono preso tutta la bufera di neve. Un'ora a piedi. Poi ho trovato un taxi, per puro caso o culo. Due ore per arrivare in centro. Cinquanta euro. Noto che l'ultima grande nevicata a Roma, nel 2010 e sempre a febbraio, avvenne quando andai a intervistare Noemi, altra cantante. Non capita spesso, lo ammetto.

Post scriptum. 'O Giò, a Nino gli ho parlato della Torraccia, di Chiummariello, di Casoria. E gli ho detto che quindici anni dopo il nostro codice linguistico di comunicazione è ancora la "Solitudine". Stammi bene.




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8 dicembre 2011


A volte accade

Ieri ho consegnato il mio libro su "Re Giorgio" Napolitano e il Napoli ha aggiunto nuova gloria alla nostra storia. Stamattina è l'Immacolata e c'è un sole che abbaglia. Sono felice, non capita spesso.




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13 novembre 2011


Finalmente

C'è il sole ed è una bellissima giornata. Senza Berlusconi a Palazzo Chigi, a Roma l'estate di San Martino è ancora più spettacolare. Ieri sera, di ritorno dalla Camera, mi sono fermato un po' sotto Palazzo Grazioli. Sul retro, i ministri che entravano a bordo delle auto blu e la gente normale, non estremisti, che gridava "buffoni, andate a lavorare". Poi uno sparuto gruppo, ridicolo a dire la verità, di giovani sostenitori del premier che urlava "Silvio, Silvio". Una sceneggiata, purtroppo napoletana, organizzata da Francesca Pascale, una delle favorite del Sultano e che spero dimenticheremo presto. Davanti Palazzo Grazioli, tantissimi i cittadini felici. Alcuni con il tricolore. Ma l'immagine più struggente è stata quella di un bambino di sette-otto anni che correva ridendo e diceva agli altri: "Berlusconi se ne va". Persino i bimbi non ne potevano più.




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12 novembre 2011


Il grande buco

Oggi è l'ultimo giorno di Berlusconi, non del berlusconismo. Che cosa troverà Monti premier e ministro dell'Economia ad interim, ammesso che ci arrivi? Nell'ultimo vertice con Bossi, Tremonti è stato ultimativo: "Qui bisogna solo scappare, andiamo via". Qual è la verità sui conti?




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23 settembre 2011


Ma questo è un outing!

Milanese a Klaus Davi, oggi: "Certe dicerie sul rapporto tra me e Tremonti non mi hanno ferito assolutamente. Anche perché non ci sarebbe nulla di male, se non fossero cose inventate di sana pianta. Se fosse vero, non avrei timore a dirlo. Ribadisco, anche se fosse vero, non avrei timore a dirlo".




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