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La setta (e un vaffanculo)

Capisco la pressione dei media, capisco la voglia di essere diversi, ma fino a un certo punto. La scena di cento e passa parlamentari della Repubblica che salgono su un torpedone turistico per andare a riunirsi in una località segreta è ributtante, oltre che inquietante. La democrazia è forma, non solo sostanza. La segretezza è roba da setta, da massoni, se non da regime totalitario e non si addice a un partito o movimento diventato il secondo d'Italia. In questo senso, Grillo conferma di essere un fascista. Doloroso dirlo perché il voto ai Cinquestelle è stata l'unica rivoluzione degli ultimi venti anni.
A tale Manlio Di Stefano, ahimé deputato del M5S, mando un sonoro vaffanculo. Questo inutile idiota non solo sale sul bus e va dal comico e dal guru, ma ha espresso compassione per i giornalisti costretti a inseguirli, "umiliando la loro professionalità e svalutando un mestiere nobile". Ma vaffanculo.

Ps. Le gite segrete, con la destinazione conosciuta solo dall'autista, sono anche una specialità della mafia e dei caporali che deportano uomini e donne nei campi o nelle aziende.

Pubblicato il 5/4/2013 alle 16.18 nella rubrica Diario.

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